Alessandro De Simone/35mm.it

Ci sono autori cinematografici in Italia che meriterebbero una visibilità molto maggiore di quella che i normali circuiti consentono loro. Daniele Segre e’ uno di questi e per capire appieno il valore di questo filmmaker indipendente la cosa più semplice e’ senz’altro vedere “Vecchie”. Opera d’impostazione teatrale e coraggiosissima dal punto di vista della messa in scena, dato che non può essere considerato diversamente con ottantuno minuti di macchina fissa. Eppure questo gesto stilistico estremo mantiene per tutta la sua durata un dinamismo eccezionale, grazie alla bravura delle due protagoniste e alla semplicità del testo che apre però infinite finestre sulla vita, portandola ad un livello in cui il tempo non ha più senso e i concetti stessi di vecchiaia e giovinezza si riducono solo a delle mere convenzioni. Merito di Segre e soprattutto di Barbara Valmorin e Maria Grazia Grassini, due bellissime signore e soprattutto due grandi attrici che farebbero sentire decrepite tante giovani prezzemoline aspiranti dive.