Rassegna Stampa

Un’esperienza di riabilitazione attraverso il lavoro. Una nota su "Sto lavorando?" di Daniele Segre

articolo di: Cesare Secchi /RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

pubblicato il: 01.06.2009

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Si conclude a Milano la rassegna «Talenti in scena» con la proiezione del film "Sto lavorando?" di Daniele Segre

articolo di: S.B./ superando.it

pubblicato il: 09.06.2008

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Talenti in scena a Milano

articolo di: http://superando.eosservice.com/content/view/3252/112/

pubblicato il: 26.05.2008

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Clara, l' "ultimista" - intervista a Clara Sereni

articolo di: Stefano Andreoli /DM 146/147/settembre-dicembre 2002

pubblicato il: 30.11.2002

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Disabili abilmente raccontati - intervista a Stefano Rulli

articolo di: Stefano Andreoli, Barbara Pianca /DM n.157/ Periodico della UILDM

pubblicato il: 28.02.2006

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Sto lavorando?

Italia, 1998, Video8 - HI, 55'

Titolo: Sto lavorando?
Regista: Daniele Segre
Cast: Matteo Rulli
Produzione: I Cammelli - Fondazione "La città del sole" ONLUS
Montaggio: Daniele Segre
Fotografia: Franco Robust
Operatore: Franco Robust
Note: Invitato alla Mostra Internazionale del Cinema, Venezia 1998; vincitore del primo premio al Festival Internazionale Filmmaker, Milano 1998


Sinossi

Un gruppo di lavoratori alle prese con la cassa-integrazione, per la crisi post-terremoto che ha messo in ginocchio il turismo in Umbria: strutture di accoglienza chiuse, le loro competenze, abilità e abitudini messe a dura prova da uno stravolgimento che segna le loro vite, il loro essere gruppo, il loro sentirsi "compagni". Tra i lavoratori ce n'è uno un po' diverso: Matteo, che resterà a casa non per le ragioni di tutti, ma perchè gli accordi presi per lui prevedono che la sua storia di lavoro duri soltanto due mesi. Perchè Matteo ha problemi psichici seri. Il suo lavoro presso la sala ristorante della "Cittadella" di Assisi è stato all'inizio qualcosa di difficile definizione, a metà fra l'esperimento e l'escamotage: un modo per non farlo stare chiuso in casa, e il tentativo di fargli affrontare situazioni, compiti, impegni nuovi. Poi, poco a poco, Matteo, che non ha mai voluto mettere una giacca in vita sua, che lanciava sui tavoli piatti in ordine sparso e posate a mazzi, che a tutti si rivolgeva con frasi rituali, spronato dai suoi compagni di lavoro, ha imparato a indossare gilè e papillon, ad apparecchiare e sparecchiare, a mettere sui tavoli bottiglie di acqua e di vino, a servire i clienti senza importunarli con le sue tiritere. "Sto lavorando?" chiede e si chiede Matteo, in cerca di conferme, mentre compie queste semplici mansioni. "Sto lavorando?": la domanda echeggia nei suoi compagni, consapevoli che anche il lavoro che stanno loro stessi compiendo è a termine. E la stessa domanda sembra porsi il regista, Daniele Segre, accorso a filmare con una piccola telecamera gli ultimi giorni di lavoro di Matteo per impedire che di quella esperienza, così intensa e innovativa, sparisca ogni traccia: è cinema anche questa sorta di "pronto intervento cinematografico"?