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Rassegna Stampa

L’attore si racconta in video

articolo di: Lietta Tornabuoni/ La Stampa

pubblicato il: 18.07.1991

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Il video e il suo doppio - Colnaghi e Segre tra “Tempo di riposo” e “Manila Paloma Blanca”

articolo di: Paolo Vecchi

pubblicato il: 02.12.1992

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Intervista a Segre

articolo di: Tullio Masoni, Carlo Vecchi/Cineforum n.314

pubblicato il: 04.05.1992

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Tempo di riposo

ITALIA, 1991, VHS/BVU, 44'

Titolo: Tempo di riposo
Regista: Daniele Segre
Cast: Carlo Colnaghi
Produzione: I Cammelli S.a.s.
Distribuzione: I Cammelli S.a.s.
Soggetto: Daniele Segre, Carlo Colnaghi, con la collaborazione di Luciano Sorrentino
Montaggio: Daniele Segre
Fotografia: Paolo Ferrari, Egi Ruggiero, Daniele Segre
Operatore: Paolo Ferrari, Egi Ruggiero, Daniele Segre
Suono: Simone Carrarese


Sinossi

Il video Tempo di riposo nasce dall'incontro di Daniele Segre con Carlo Colnaghi, diventato a tutti gli effetti il fulcro anche del film Manila Paloma Blanca (1992) come protagonista ma anche come soggetto, corpo piagato da un materiale autobiografico di inusuale durezza. Dopo essere stato uno degli allievi più promettenti del «Piccolo», a una certa svolta della sua esistenza, Colnaghi — usiamo quasi alla lettera le parole di Segre — ha inconsciamente staccato la spina con la realtà, avventurandosi oltre i confini della norma sociale, in un non vivere destabilizzante, per sé e per gli altri, partecipando a situazioni al limite della follia se non addirittura di follia, esposto alla violenza del mondo in virtù della propria fragilità e sensibilità. Alla base, dunque, c'è anzitutto un sodalizio personale, certo non facile ma indubbiamente fecondo, e non solo dal punto di vista artistico. Tempo di riposo riesce infatti ad accumulare, "in proprio", una serie davvero impressionante di coppie oppositive problematicamente aperte: arte-vita, normalità-follia, realtà/finzione, esperienza/rappresentazione, professionalità/sregolatezza, moralità/compromissione, marginalità/integrazione. E, in maniera altrettanto incisiva, sa attingere ad un elevatissimo livello stilistico, ad un rigore nella scelta e nella concatenazione del materiale diegetico da costituire, se non un punto d'arrivo, certo un risultato di assoluto rilievo nell'ambito dell'iter autoriale di Segre. (Paolo Vecchi 3-12-1992)